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A RISCHIO CENTINAIA DI POSTI DI LAVORO
20/06/2010 La Prealpina Vincenzo Coronetti
 

 

 

 

 

 

ADESSO CHIEDIAMO SCUSA ALLO SCEICCO
Per l'M-346 trattative bloccate tra Aermacchi e Emirati Arabi: 2 miliardi di euro congelati a causa di una lite
Per l'M-346 gli Emirati Arabi hanno bloccato la trattativa con Aermacchi.

Marantelli ne chiede conto a Berlusconi e Marcegaglia

 

 

Una lite tra i vertici di Finmeccanica e lo sceicco degli Emirati Arabi sarebbe all'origine della mancata conclusione della trattativa per la vendita di 48 addestratori M-346 dell'Aermacchi. Lo fa capire senza perifrasi Daniele Marantelli, deputato varesino del Pd, che in proposito ha presentato una interpellanza a Silvio Berlusconi. «Chi ha sbagliato chieda scusa allo sceicco» avverte l'esponente democratico durante una conferenza stampa, convocata ieri a Varese. Marantelli mette sul tavolo le eventuali conseguenze economiche e occupazionali della mancata commessa: 2 miliardi di euro persi e centinaia di posti di lavoro a rischio. «Per la prestigiosa azienda di Venegono Superiore sarebbe un disastro, come disastrose sarebbero gli effetti per l'economia del Varesotto» incalza Marantelli. Il quale, oltre all'interpellanza al governo, intende chiamare in causa anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria ospite domani a Malpensafiere all'assemblea di Univa. «Il problema è politico, ma l'associazione imprenditoriale non può rimanere ai margini di una vicenda così importante e basilare per tutti».

 

 

 

VARESE - L'M-346, addestratore dell'Aermacchi, gioiello tecnologico progettato e prodotto a Venegono Superiore, è al centro di un affaire internazionale. Che si potrebbe risolvere chiedendo scusa allo sceicco degli Emirati Arabi. Costui stava trattando l'acquisto di 48 velivoli con Finmeccanica, attorno a cui orbita l'azienda varesina.

Scuse? Daniele Marantelli, deputato del Pd, ha presentato in proposito un'interpellanza a Berlusconi, ai ministri degli Esteri e della Difesa, ma non svela i particolari della vicenda: sostiene di non conoscerli. Ieri, nella sede dei democratici di via Monterosa, ha convocato i giornalisti per tracciare il quadro di una situazione che potrebbe condizionare pesantemente il futuro della prestigiosa fabbrica e, quindi, penalizzare i livelli occupazionali. Un problema tutt'altro che irrilevante, che sarebbe stato originato da una sorta di lite tra il vertice di Finmeccanica e lo sceicco di Abu Dhabi. Un fraintendimento, a essere buoni, che ha mandato all'aria o, quanto meno, bloccato un contratto con annessi e connessi, di 2 miliardi di euro. Somma rilevantissima, capace da sola di dare ossigeno produttivo ad Alenia Aermacchi per almeno tre lustri, forse di più. Un brutto pasticcio, insomma. Per giunta nel mezzo di una crisi nera, che, allunga ombre sinistre sui duemila dipendenti dell'azienda varesina. Che alla commessa con gli Emirati guardavano e guardano con comprensibili speranze.  Dunque? Marantelli non va per il sottile. Domani coinvolgerà anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ospite a Malpensafiere all'assemblea degli industriali varesini. «La questione è politica, riguarda i rapporti internazionali dell'Italia» sono parole del deputato Pd «ma chiama in causa in modo diretto l'associazione imprenditoriale, che non può né deve restare ai margini». L'appello alla Marcegaglia è un'appendice, un valore aggiunto, alla mossa principale: l'interpellanza al premier. Di nuovo Marantelli: «Fu il Cavaliere, nel 2004, a promettere il suo personale intervento per piazzare sul mercato mondiale l'addestratore M-346», Quel giorno (11 ottobre di sei anni fa), Silvio Berlusconi tenne a battesimo il nuovo aereo. «Vi aiuterò a venderlo» promise ai dirigenti e alle maestranze di Venegono. «Bene, ora mantenga quell'impegno» lo incalza Marantelli. Sottolineando subito dopo una gaffe che, secondo il suo parere, ha complicato la trattativa con gli Emirati. In visita in Israele, il Berlusca si lasciò sfuggire una frase infelice. Disse, più o meno: se non lo vendiamo agli arabi, l'M-346 possiamo venderlo agli israeliani. Non  c'è bisogno di spiegare gli effetti di una simile dichiarazione: le dinamiche e gli sviluppi di certe, pur delicate faccende si possano intuire con facilità.

Tant'è. Al momento, gli Emirati Arabi hanno troncato i contatti. E a Venegono Superiore, duemila persone sono con il fiato sospeso. «In verità restano aperti canali con altre nazioni» rivela Marantelli «ma non c'è ancora nulla di concreto. Il governo ha l'obbligo morale e politico di adoperarsi per sbloccare la situazione di stallo. Stiamo parlando di 2 miliardi di euro per una delle eccellenze tecnologiche del nostro Paese. Rimanere con le mani in mano sarebbe un delitto imperdonabile per molteplici ragioni».

Intanto, all'inizio di questo mese,  i cancelli della fabbrica aeronautica sono rimasti chiusi per una settimana. Sette giorni di ferie forzate per fare fronte alla carenza di ordinativi. Aermacchi costruisce anche per il "civile", ma il core business riguarda soprattutto il settore militare. Sei esemplari dell'addestratore sono stati venduti all'Aeronautica Italiana, altri nove sono oggetto di trattative. «Se è vero che il nostro Paese ha riconquistato prestigio internazionali,  ci si attivi affinchè l'M-346 diventi l'addestratore europeo» butta li Marantelli prima di illustrare i contenuti della sua interpellanza, firmata con i colleghi Fausto Recchia e Francesco Boccia. In sintesi: a Berlusconi, Frattini e La Russa, il Pd domanda di spiegare come stiano davvero le cose. Quali sono gli interventi attuati e quali gli sbocchi. Quesiti rivolti indirettamente anche ai politici e alla politica del Varesotto. Marantelli lo fa capire senza perifrasi: nel gioco entra la Lega Nord, che qui vanta ministri di primissimo piano e, soprattutto, ha uomini nei Cda sia di Alenia Aermacchi sia di Finmeccanica. Chiosa l'interpellante democratico: «Sono sicuro che la mia preoccupazione è anche la loro. A questo punto sarebbe utile che ci mettessero a parte dei fatti. Sempre ne abbiano da raccontare».

 

 

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