Noi non abbiamo esitazioni nel condannare la Cina per il mancato rispetto dei diritti civili, per gli abusi sui lavoratori, sui bambini, sull’ambiente. Per la vicenda del Tibet. Ma boicottare le Olimpiadi è un errore. Lo è stato già per Mosca, seguita poi da Los Angeles e anche in Corea. Senza volere essere decoubertiniani fuori tempo, i Giochi restano però il maggior evento che riunisce tutti i popoli del mondo in qualcosa di positivo come lo sport. E se lo sport ha spesso anche un risultato positivo, penso allora cosa fu proprio in Cina il ping pong che aprì la prima volta il dialogo con l’Occidente, ai tempi di Nixon.
Nessuna reticenza a condannare gli errori cinesi: ma facciamolo nei tempi e nei modi corretti.
Se poi un atleta vorrà protestare, beh, lo fecero in Messico i velocisti neri americani e forse è anche grazie a loro se oggi un candidato di colore può forse diventare presidente degli Stati Uniti. Ma i fascisti inguaribili, come Gasparri e la Meloni, per favore, ci risparmino le loro lezioni di democrazia.
Tratto da "La Prealpina" del 07-08-2008
|