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16/02/2010 INTERVENTO IN AULA DELL'ON.DANIELE MARANTELLI

 

 

 

 

 

INTERVENTO IN AULA SUL NUOVO COLLEGAMENTO FERROVIARIO ARCISATE/STABIO

 

 

Il Gruppo del PD voterà a favore dell’accordo tra il Governo italiano e il Consiglio Federale svizzero che prevede la realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Mendrisio-Varese.

Quest’opera, con altre, costituisce un nodo primario nel sistema delle relazioni internazionali.

La congestione del traffico è fra le cause principali della crisi ambientale delle città. Sono ormai sempre più frequenti le giornate di allarme smog e di rischio di blocco della circolazione, non solo in Milano ma in tutta la grande conurbazione che da Milano si estendo verso i poli pedemontani di Varese e Como.

Un problema analogo di saturazione delle infrastrutture e di crisi ambientale riguarda, ad una scala più ampia, i collegamenti transalpini.

Il 65% delle merci attraversa le Alpi su strada e il transito degli automezzi pesanti registra un ritmo di crescita molto forte. I 3.865.000 mezzi all’anno del 1990 in vent’anni sono più che raddoppiati.

E’ evidente che questa condizione costituisce una grave minaccia per l’ambiente alpino. Dipende da questo la decisione della Svizzera di puntare decisamente la propria strategia sul trasporto ferroviario.

L’avvio della realizzazione del nuovo tunnel del S.Gottardo è coerente con questa strategia. Questa scelta ha forti implicazioni sulla rete italiana, tema che non è oggetto di questo provvedimento, ma che dovrebbe essere affrontato con più incisività dalle autorità italiane e lombarde.

Perché il collegamento Mendrisio/Varese, più noto in Lombardia con il nome di Arcisate/Stabio, è necessario e strategico per il nostro Paese?

Perché oltre ai collegamenti stradali va detto che sono sature anche le linee ferroviarie di accesso al nodo milanese per la sovrapposizione di diversi tipi di traffico: intercity, regionale, merci; ciò perché anche i collegamenti ferroviari, oltre a quelli stradali, sono stati organizzati dalle città della Lombardia in modo radiale, tutti, verso Milano da 50 anni.

 In questa condizione diventa assai problematico, se non impossibile, recuperare alla ferrovia quote importanti di traffico stradale.

La realizzazione dell’Arcisate/Stabio, non interferendo con il nodo congestionato di Milano, può consentire di raggiungere tale obiettivo.

Si realizzerà un nuovo collegamento ferroviario tra Varese, Mendrisio e Lugano e tra Varese, Mendrisio e Como.

Il progetto permetterà lo sviluppo del trasporto regionale transfrontaliero garantendo la connessione tra le linee del S.Gottardo e del Sempione e consentendo un collegamento con l’aeroporto di Malpensa da Nord con il completamento del nodo di Busto Arsizio.

Si tratta di un collegamento ferroviario a doppio binario di 8,2 km che unisce a Nord di Varese la città con il confine di Stato tra Italia e Confederazione Elvetica.

Questo disegno, che permetterà ad un’area tra le più popolose e produttive del Paese di connettersi con il cuore dell’Europa, é sempre stato sostenuto dal PD e, ancor prima, dall’Ulivo. E’ infatti del Governo di centro sinistra, su nostra richiesta, la decisione di finanziare nel 1998 il progetto.

Del resto Varese è una Provincia con forti e consolidate tradizioni europee. Nella Provincia dei sette laghi è situato il centro di ricerche Ispra. A Varese opera da decenni la scuola europea, come ben sa il Ministro Umberto Bossi presente in Aula.

Naturalmente anche in questo caso dobbiamo registrare quanto siano lunghi i tempi per realizzare le infrastrutture.

Questa constatazione si rende necessaria alla luce di uno degli obiettivi fondamentali dell’opera contenuti nell’accordo tra il nostro Governo e il Consiglio Federale Svizzero: quello di ottimizzare i raccordi tra la Svizzera e l’Aeroporto di Malpensa.

Per tale obiettivo  anche personalmente ho cercato di lavorare nella mia esperienza di consigliere regionale per dare seguito concreto al finanziamento del progetto per lo studio di fattibilità deciso nel 1998.

Come correlatore del Progetto di legge della Regione Lombardia condivisi infatti la scelta di inserire l’Arcisate/Stabio tra le opere necessarie per garantire adeguata accessibilità allo scalo.

La legge venne approvata nel febbraio 1999 e nel marzo 1999 fu sottoscritta l’intesa tra il Governo D’Alema e la Giunta Formigoni che comprendeva l’intervento che stiamo esaminando.

E’ noto che l’hub di Malpensa venne inaugurato il 25 ottobre 1998.

La delibera CIPE che finanzia l’opera, destinandovi 223 milioni di euro, è del febbraio 2008. Delibera, va ricordato, sostenuta energicamente dall’Ex Ministro Di Pietro.

Pochi mesi fa gli esponenti della Giunta lombarda hanno posato la prima pietra dell’opera. Segnalo che erano gli stessi a nutrire forti dubbi sulla capacità del PD di finanziarla.

Dal finanziamento dello studio di fattibilità, 1998, a quello dell’opera, 2008, trascorrono dieci anni. In questo arco temporale lo scenario di Malpensa è profondamente mutato. Quella che doveva essere un’infrastruttura moderna al servizio di una delle aree più competitive del Paese oggi versa in condizioni difficili. Per scelte industriali discutibili e anche per una debolezza strategica della politica nazionale e lombarda.

Sarebbe inelegante chiedere quale è stato l’esito della manifestazione, promossa 2 anni fa, prima delle elezioni, dalla Lega a difesa dello scalo.

O quello degli orgogliosi proclami del Presidente Formigoni, lui, che è simpaticamente soprannominato il Celese, aveva addirittura promesso di scatenare l’Inferno se Malpensa fosse stata ridimensionata.

La risposta in ogni caso c’è. Sta nella decisione del Presidente del Consiglio di non dare seguito all’impegno che aveva assunto nella campagna elettorale del 2008.

Il primo Consiglio dei Ministri – disse – si terrà a Napoli per risolvere i problemi dei rifiuti. Il secondo a Malpensa, per rilanciare lo scalo. Il primo impegno è stato mantenuto, anche con buoni risultati. A Napoli il Capo del Governo è tornato altre volte, ma a Malpensa non si è mai visto.

Siccome il Presidente non è uno sprovveduto, suppongo che non convochi il Consiglio dei Ministri a Malpensa perché non ha in serbo proposte convincenti. E anche se il Governo è a fortissima trazione nordista, gli impegni per liberalizzare i voli sono stati disattesi. Il player che doveva rilanciare l’aeroporto, Lufthansa, proprio oggi taglia collegamenti con Fiumicino. E Alitalia, per non essere da meno, taglia, tra gli altri, quelli con il Sud America e la Russia.

Alla luce di queste valutazioni si potrebbe pensare che uno dei presupposti che indussero le Associazioni di categoria (Industriali e Artigiani) a chiedere giustamente la realizzazione dell’Arcisate/Stabio sia indebolito.

Provo a dimostrare che non è così con una breve riflessione.

I dati ci aiutano a capire sia le cause della nostra crisi ma soprattutto come uscirne.

Ieri è stato reso noto il dato dell’export dell’Italia nel 2009 -20.7%.

Il dato peggiore da 40 anni. Circa il 60% del nostro export finisce in Europa. E questo, a mio giudizio, è il punto chiave.

È chiaro a tutti che, al di là della dimensione finanziaria, l’offerta di prodotti è nettamente superiore alla domanda.

L’esempio dell’auto è comprensibile a tutti.

Se è così abbiamo davanti una scelta obbligata. Quella di aggredire con nuovi prodotti, nuovi mercati extraeuropei. Prodotti ad alto valore aggiunto portati nel mondo dalla pancia degli aerei. Varese e Como da anni danno un contributo rilevante all’export del Paese. Possono dare in questo campo molto anche in futuro.

Ecco perché tagliare i collegamenti, per esempio, con Paesi emergenti come il Brasile e la Russia è insensato. Queste scelte probabilmente rispondono a logiche aziendali. Ma, mi chiedo, corrispondono agli interessi del Paese?

Ed è qui l’importanza della politica, delle Istituzioni.

Sotto i colpi della crisi anche la Svizzera dovrà ripensare alcune scelte di fondo. Ma questo, se accadrà, non potrà che rafforzare l’economia trasfrontaliera.

In ogni caso la realizzazione dell’Arcisate/Stabio mantiene intatta la sua importanza strategica.

Dopo la Conferenza dei servizi sono emersi problemi che stanno ponendo agli enti locali preoccupazioni di carattere finanziario.

Senza voler entrare nei particolari, l’ho già fatto con il Viceministro Castelli in Commissione VIII, segnalo che il Comune di Induno dovrà realizzare opere che richiedono costi che il Comune medesimo non é in grado di sostenere.

Considerata la maturità di queste comunità, che non hanno organizzato plateali proteste contro l’opera in esame, mi permetto di chiedere al Governo di raccogliere concretamente questa preoccupazione fondata. Il federalismo non si evoca. Si pratica svolgendo una funzione di regia con gli altri soggetti interessati (RFI, Regione Lombardia). Naturalmente mi riferisco ad un federalismo che si ispiri a Carlo Cattaneo e non a Carlo Magno.

Ringrazio il Governo che ha accolto il nostro ordine del giorno a sostegno delle nostre comunità locali.

Come si sarà compreso noi non siamo quelli del no.

L’Italia ha bisogno di infrastrutture. Materiali ed immateriali. Noi siamo per realizzarle.

Siamo un partito che dice SI’ ad infrastrutture moderne da realizzarsi in tempi certi, con modalità trasparenti, con parametri di qualità che rispettino l’ambiente e la fragilità del nostro territorio.

Il provvedimento sullo scudo fiscale ha creato qualche problema tra noi e gli amici svizzeri.

Non sarebbe giusto qualificare con il termine “ritorsione” il sentimento che cova oltre confine nei confronti dei nostri connazionali che ogni mattina varcano la frontiera per andarci a lavorare.

Sarebbe però sbagliato sottovalutare i nuovi problemi che sono emersi in questi ultimi mesi per decine di migliaia di lavoratori frontalieri italiani. Più di 40.000 nel solo Canton Ticino.

Ad un’interrogazione del Consigliere regionale lombardo Stefano Tosi, preoccupato per l’attivazione dei fondi Interreg, l’assessore regionale Prosperini aveva risposto che si trattava di gossip giornalistico. Si sbagliava. Ad oggi non risulta che Berna abbia sbloccato i fondi Interreg. Chiediamo al Governo di adoperarsi in questo senso, di risolvere il problema che resta aperto come quello complesso dei frontalieri.

Noi ci auguriamo che si trovi sempre la via maestra del dialogo. Tanto più tra Italia e  Svizzera che hanno interessi culturali, ambientali ed economici comuni.

Il voto favorevole del Partito Democratico, coerente con l’ineccepibile motivazione del relatore Narducci, sull’Arcisate/Stabio e quello, credo, di tutti i gruppi, mi auguro possa rafforzare i legami con gli amici svizzeri e contribuire a risolvere i problemi ancora aperti.

                                                      On. Daniele Marantelli

 

Roma 16 febbraio 2010

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