INTERPELLENZA SULLA PEDEMONTANA E RISPOSTA DEL GOVERNO Seduta del 20 aprile 2010
DANIELE MARANTELLI. Signor Presidente, signor sottosegretario La ringrazio perché sono passati solo 173 giorni da quando abbiamo presentato un'interpellanza che riguarda la più grande infrastruttura stradale del nord, la pedemontana lombarda: un soffio, niente di più per chi conosce la sua storia. Il 29 maggio 1990 ANAS e Società pedemontana lombarda sottoscrivono la prima convenzione di concessione per il collegamento dal valico del Gaggiolo a Dalmine. Sono trascorsi vent'anni e siamo ancora costretti - entrerò tra breve nel vivo ad illustrare l'interpellanza - a richiamare, a vent'anni di distanza, ambiguità e ritardi del Governo ma anche della Regione Lombardia. C'è abbondante materia di riflessione per il sistema politico. Di fronte alla manifesta inefficienza delle istituzioni, è normale che tra i cittadini crescano sfiducia e distacco, che fanno del partito del non voto largamente il primo partito italiano, come accaduto nelle ultime elezioni regionali, anche in Lombardia, la regione più ricca e popolosa del Paese. Una classe dirigente matura dovrebbe concordare che le grandi infrastrutture, una volta decise, devono essere realizzate consapevoli che l'orizzonte temporale per portarle a termine è più lungo di una legislatura o di un mandato amministrativo. Una classe dirigente matura dovrebbe essere consapevole che realizzare un'autostrada di 67 chilometri, 20 chilometri di tangenziale, 70 di viabilità locale, nel cuore dell'area pedemontana, significa considerare il parametro della qualità e del rispetto dell'ambiente un'assoluta priorità. La classe dirigente dovrebbe essere consapevole, inoltre, che la partecipazione dei cittadini alla trasparenza delle procedure non deve costituire un alibi per rifuggire dall'assunzione delle responsabilità. Dico che dovrebbe, ma sulla pedemontana spesso non è accaduto. In quel maggio 1990 ero consigliere comunale a Varese, all'opposizione. Anche la Lega era all'opposizione. Ma dal 1993, da 17 anni, la Lega esprime il sindaco di Varese e dal 1995 Formigoni guida, avviandosi al ventennio, la regione Lombardia. Ho voluto richiamare questi dati perché, al di là di indubbie abilità mediatiche nel condurre il ruolo di partito di lotta e di governo, il PdL e la Lega portano sulle loro spalle la diretta e principale responsabilità. Ecco perché, dopo quattro lustri, mi trovo costretto ancora ad esercitare sulla pedemontana una marcatura ad uomo. È un ruolo che desidero, la rassicuro sottosegretario, svolgere con finalità costruttive. Facendo tesoro degli insegnamenti della più importante civiltà degli ultimi tre secoli, ovvero quella contadina, non mi occupo in genere di temi che non conosco. Mi hanno insegnato che: «I murun fan mia l'uga». Traduco per lei: le piante di gelso non fanno l'uva. Per chi, ad esempio, si è occupato di Malpensa senza nemmeno distinguere un cono di volo da una curva isofonica, provo più tristezza che invidia, infatti abbiamo visto i risultati. Con la pedemontana e le infrastrutture, invece, abbiamo maturato una certa dimestichezza. Dal 1995, per dieci anni, sono stato in consiglio regionale occupandomi della commissione trasporti e territori. Nel 2006, ho chiesto di far parte della commissione lavori pubblici con l'obiettivo esplicito di provare ad ottenere risultati concreti sulla pedemontana. Nell'interpellanza la si definisce una delle principali opere di interesse nazionale. È così. Perché è inserita in una delle aree più sviluppate del Paese, ma anche meno dotate di moderne infrastrutture materiali. Da noi, su ogni chilometro di asfalto passa il triplo di tonnellate di merci trasportate rispetto alla media nazionale: la velocità di spostamento è al di sotto dei 30 chilometri orari; il congestionamento della viabilità costituisce una palla al piede per la competitività del sistema produttivo, e una zavorra che paga l'intero Paese. Nonostante ciò, in questi venti anni il contributo delle sei province dell'aria pedemontana, Varese, Como, Lecco, Sondrio, Bergamo e Brescia, è stato rilevantissimo nell'export italiano. I dati ci dicono che, al di là delle preoccupazioni sulla fragilità delle nostre imprese sottocapitalizzate o terziste, la cultura del lavoro e dell'innovazione ha fatto delle piccole imprese dell'area pedemontana un modello che forse varrebbe la pena studiare di più. Piccoli imprenditori, artigiani e i loro operai sono un patrimonio da sostenere e che vogliamo sostenere. Ed è per questa ragione, ma non solo, che ci siamo battuti affinché la prima finanziaria del Governo Prodi destinasse le necessarie risorse pubbliche per realizzare la pedemontana. Il centrosinistra destinò oltre 1 miliardo 200 milioni di euro. Non solo: affidando a CAL (Concessioni autostradali lombarde), la realizzazione della pedemontana, si diede vita al primo concreto esperimento di federalismo infrastrutturale del nostro Paese. Approvammo la convenzione - ero relatore in Commissione - nonostante le riserve della sinistra radicale, come il Presidente Lupi sa, avendo anch'egli votato a favore dello stesso provvedimento. La sottoscrizione della convenzione tra Governo, regione Lombardia e ANAS avviene il 20 marzo 2007, più di tre anni fa. Il finanziamento dei secondi lotti (Folla Malnate/Gaggiolo a Varese – SP36 – Tavernerio a Como) inizialmente non è contenuto. È chiaro che l'istituzione di CAL sposta il baricentro di molte decisioni al di sopra del Po. Considerato che la tangenziale è parte integrante del sistema autostradale pedemontano, il centrodestra e la Lega danno ampie rassicurazioni al riguardo, prima delle elezioni politiche di aprile 2008 e ripetutamente in seguito, dopo la vittoria in quelle consultazioni. Con qualche confusione di troppo in verità. Formigoni afferma: «I fondi per i secondi lotti saranno individuati nella finanziaria, me lo ha garantito Berlusconi». Il Ministro Matteoli dice: «I fondi saranno contenuti nella legge-obiettivo». Il Viceministro Castelli riporta: «I fondi si troveranno nei finanziamenti dell'Expo 2015». Non posso trattenermi dal chiedere: qual è la busta giusta, la uno, la due o la tre? Ad oggi, nessuna delle tre mi risulta, come si evince dal piano finanziario approvato dalla delibera CIPE dello scorso 6 novembre: 4 miliardi 186 milioni di euro, con un contributo pubblico in conto investimento pari a 1.245 milioni di euro. L'altro chiarimento riguarda il pedaggiamento delle tangenziali. Dopo che il centrodestra nel 2009 vince le elezioni provinciali di Milano cambia i vertici di Pedemontana e il nuovo CDA il 27 ottobre 2009 approva un nuovo piano finanziario che preveda il pedaggio sulle tangenziali. Ciò suscita la legittima levata di scudi delle comunità di Varese e di Como. Dopo decenni di attesa, la beffa del pedaggio in effetti pare eccessiva, fino a spingere il sindaco di Varese il 28 ottobre 2009 a dichiarare esterrefatto che ancora una volta il nord viene penalizzato. La giunta regionale lombarda corre ai ripari: si inventa una soluzione fantasiosa, che diventa una formula approvata dal CIPE. Se capisco bene, ma il sottosegretario probabilmente mi chiarirà, si dice che i risparmi sulle opere saranno destinati ad eliminare i pedaggi sulle tangenziali. È anche questo il senso della risposta fornita dal presidente dell'ANAS ad una mia richiesta di chiarimenti presentata nell'audizione dello scorso 3 marzo 2010 in Commissione. Sono ansioso di conoscere la posizione del Governo. Essendo passati sei mesi, spero di ascoltare novità positive. In sei mesi sono accaduti fatti nuovi. In marzo a Cassano Magnago è stata posata la prima pietra nel corso di una manifestazione non proprio all'insegna della sobrietà. La seconda novità risiede nell'annunciata intenzione della Lega di conquistare le banche del nord. Considerato che il pool di privati impegnato a realizzare la pedemontana comprende, con un ruolo decisivo, Banca Intesa, è lecito attendersi dal Governo qualche buona notizia sul contenuto del piano finanziario e anche una parola chiara sui tempi di ultimazione dell'opera. Ecco perché ascolterò con interesse la risposta del Governo all'interpellanza che, pur presentata con la collega Braga sei mesi fa, mantiene - mi pare - intatta tutta la sua validità.
GUIDO VICECONTE, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Signor Presidente, la convenzione unica sottoscritta in data 1o agosto 2007 dalla società Concessioni autostradali lombarde Spa, avente ad oggetto la progettazione, la costruzione e la gestione dell'autostrada pedemontana lombarda, all'articolo 2.2 prevede che le modalità di esazione del pedaggio, indicate nell'allegato J e E alla convenzione medesima, saranno specificate al termine della procedura prevista dal decreto legislativo n. 163 del 2006 nell'ambito del progetto definitivo. L'articolo 4 dell'allegato E del piano economico e finanziario ha stabilito, fin dal 2007, che, per quanto riguarda le tangenziali di Como e di Varese, è stata ipotizzata l'applicazione di maggiorazioni tariffarie forfetarie alle barriere di Como Grandate e di Gallarate Nord poste sui tratti della A8 e della A9 in prossimità degli innesti alle stesse tangenziali. Il sistema di esazione era ipotizzato come sovrapedaggio applicato in cifra fissa alle barriere gestite da Autostrade per l'Italia limitrofe ai primi lotti delle tangenziali di Como e di Varese, mentre il sistema di esazione veniva configurato quale sistema chiuso per tutte le tratte componenti l'infrastruttura autostradale A, B1, B2, C, D, 1o lotto tangenziale di Varese e 1o lotto tangenziale di Como, con pedaggiamento diretto su tutte le altre tratte con l'eliminazione del sovrapedaggio alle barriere limitrofe di Como Grandate e di Gallarate Nord. Il piano economico e finanziario della CAL ha quindi proposto un sistema diretto di esazione del pedaggio dei primi lotti delle tangenziali di Como e di Varese. Tuttavia, nella proposta di approvazione del progetto definitivo dell'autostrada Pedemontana Lombarda fatta al CIPE dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, è stata accolta la prescrizione con la quale la regione Lombardia ha richiesto che i primi lotti delle tangenziali in questione dovranno essere esentati dal pedaggio in via prioritaria rispetto ad altre tratte, qualora, nelle fasi successive della procedura e prima dell'entrata in esercizio dell'autostrada, si verifichino eventi in grado di consentire un'ottimizzazione dei costi finanziari rispetto a quanto previsto nel piano economico e finanziario, pur nel rispetto delle condizioni di equilibrio del piano stesso. Pertanto, i primi lotti delle tangenziali di Como e di Varese saranno esentati dal pedaggio una volta quantificate le economie derivanti dall'ottimizzazione dei costi finanziari rispetto a quanto previsto nel piano economico e finanziario. Da ultimo, si riferisce che, in data 18 febbraio 2010, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana la delibera CIPE n. 97 del 6 novembre 2009 di approvazione del progetto definitivo dell'autostrada Pedemontana Lombarda. Il Pag. 44CIPE, accogliendo la proposta di approvazione del progetto definitivo, ha quindi confermato le modalità di esenzione dai pedaggi precedentemente evidenziate.
PRESIDENTE. L'onorevole Marantelli ha facoltà di replicare.
DANIELE MARANTELLI. Signor Presidente, avrei davvero voluto vivamente esprimere la mia soddisfazione, se vi fossero state risposte diverse. Capisco che lo sforzo del sottosegretario è stato notevole, ma il suo impegno mi sembra, oggettivamente, inversamente proporzionale ai risultati concreti che speravo ci comunicasse oggi, considerata anche la solennità del luogo in cui si sono svolte le sue comunicazioni. Naturalmente conosco perfettamente il contenuto della delibera del CIPE, che ha richiamato il sottosegretario. Cosa dice testualmente? Prevede che i primi lotti delle tangenziali devono essere esentati da pedaggi in via prioritaria rispetto ad altre tratte, qualora nelle fasi successive della procedura si verifichino eventi in grado di consentire, come diceva il sottosegretario, un'ottimizzazione dei costi finanziari rispetto a quanto previsto nel piano economico-finanziario, pur nel rispetto delle condizioni di equilibrio del piano stesso. Penso che l'azzeccagarbugli di Manzoni non avrebbe saputo fare di meglio. Sarà perché sono un pragmatico varesotto, ma mi sembra che qui il Governo si stia comportando un po' come faceva Alberto Tomba, impegnato a schivare i paletti nello slalom speciale. La differenza è che molto spesso Alberto Tomba vinceva medaglie olimpiche e mondiali; qui, invece, il risultato chiaro, che si evince da questa comunicazione, è che, per ora, i cittadini di Varese e di Como, che hanno sempre pagato le tasse, dovranno sicuramente pagare il pedaggio, a meno che vi siano risparmi, che non sono in grado di capire come potranno intervenire, considerato come le procedure, i lavori e gli appalti saranno condotti, con la massima serietà e il massimo rigore. Non una parola - mi spiace doverlo rilevare - è stata infine spesa sul finanziamento dei secondi lotti delle tangenziali. Anche qui, signor sottosegretario, guardi che non è un problema che sta a cuore ai capricci del Partito Democratico. Realizzare il collegamento tra Folla di Malnate e il Gaggiolo significa avere un tramite diretto col Canton Ticino, la Svizzera e il cuore dell'Europa; così come la SP 36 a Como con Tavernerio. E mi lasci dire che non mi è sembrata nemmeno efficace, su questo secondo punto, la proposta avanzata qualche mese fa dal Ministro Bossi, che afferma di voler proporre per questo secondo lotto a Como un'unica corsia: penso che tale proposta davvero non corrisponda alle esigenze che si hanno non solo dell'applicazione di un moderno federalismo, ma di una moderna idea della mobilità in una realtà così importante - e bella, aggiungo - come quella di Como. Con tutta la buona volontà, quindi, anche se da parte mia vi è l'intenzione di collaborare affinché questa opera faccia significativi passi avanti, non posso che considerarmi non solo insoddisfatto, ma davvero deluso per le comunicazioni che il Governo oggi ha ritenuto di fare. Capisco anche che il sottosegretario Viceconte abbia poco a cuore realtà come quelle di una delle aree più sviluppate del Paese, e non le segua con la necessaria attenzione; però, a malincuore devo rilevare che quanto ci è stato detto in questa occasione mi pare faccia emergere che più che con un Governo del «fare», noi abbiamo a che fare con un Governo del «dire». Mi auguro vivamente di poter cambiare tale opinione al più presto; e la cambierò quando il Governo ci dirà una parola chiara sul pedaggiamento delle tangenziali di Varese e di Como, e su come intende reperire le risorse che riguardano i secondi lotti delle tangenziali di queste due città, Varese e Como, che - insisto - costituiscono parte integrante del sistema autostradale pedemontano lombardo. La ringrazio in ogni caso.
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