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MALPENSA: TROPPI RITARDI
15/06/2010 La Prealpina Angelo Perna
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DURA PRESA DI DISTANZA DEL PD
MALPENSA: TROPPI RITARDI MA MILANO PRENDE GLI UTILI
MALPENSA - Asp etta un mese, attendi il secondo, poi un anno, quindi un altro anno e alla fine un bilancio bisognerà pur farlo. Quello che, nel suo continuo peregrinare tra le iniziative all'interno del collegio d'elezione e il lavoro a Montecitorio, traccia l'onorevole Daniele Marantelli. Il quale su Malpensa e il suo atteso rilancio emette un giudizio politico impietoso: «Si registra una condizione di stallo incomprensibile». Sentenza alla quale segue un invito preciso a Palazzo Chigi e non solo: «E' giunto il momento di una riflessione seria per capire cosa si vuole fare di questo aeroporto. Riflessione che spetta al Governo. Mentre dalla Regione deve arrivare un'indicazione chiara sulle funzioni proprie degli scali lombardi». Che sono tanti e si fanno concorrenza. Marantelli decide di intervenire adesso - periodo senza imminenti chiamate alle urne e dunque senza convenienze immediate per chi cavalca una tigre - perché ci sarebbero almeno quattro indizi in grado di provare la sua tesi. Il primo: «Il Governo due anni fa si era preso l'impegno di definire un piano nazionale del trasporto aereo del quale ancora non c'è traccia». Il secondo. «Nella manovra Tremonti i finanzia'menti per potenziare l'accessibilità a Malpensa risultano compromessi, in quanto c'è un taglio secco sulle infrastrutture». Il terzo, che da un punto di vista simbolico è forse il più pesante: «Lo sperato insediamento di Lufthansa sta mostrando i suoi limiti». Il quarto: «La promessa di liberalizzare i voli è stata frustrata da un commissario europeo del Pdl, cioè Antonio Tajani». In fin dei conti, il deputato d'opposizione varesino non fa altro che accendere la luce su una situazione già sotto gli occhi di tutti. Non a caso il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, non più tardi di settimana scorsa ha sottolineato che «i tempi della politica non sono compatibili con quelli dell'impresa». Certo, Marantelli ci mette pure la casacca. «A Varese si dice una cosa, a Roma un'altra e a Bruxelles un'altra ancora», lancia la frecciata al centro-destra. «E' chiaro che adesso bisogna fermare le bocce e chiedersi: cosa è stato di quella famosa manifestazione davanti all'aeroporto in cui si diceva "salveremo Alitalia e rilanceremo Malpensa"? Alitalia fìnirà nelle fauci di Air France: è un destino segnato. E del rilancìo di Malpensa nessuno si è accorto. Di contro, nonostante un anno infausto, Sea ha registrato un utile rilevante. Che però è finito nelle tasche capienti della signora Moratti, nel senso di Comune di Milano. Insomma, oltre al danno la beffa». Intanto, la società di gestione prosegue il suo lavoro di potenziamento dei due terminal dal punto di vista sia del reclutamento di nuove compagnie sia delle infrastrutture sia del coinvolgimento del territorio. Tema fisso è la terza pista: il programma prevede la sua realizzazione nel 2014. Molti si oppongono all'opera, in primis l'amministrazione comunale di Lonate Pozzolo. Che, a quanto pare, dopo la riunione interna al partito in agenda questa sera a Varese, potrebbe avere il supporto del Pdl provinciale. Eventualità che, nell'ottica politica varesotta, potrebbe essere letta come un attacco alla Lega Nord.
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