IL GOVERNO TRATTERA' CON GLI EMIRATI PER L'M346
Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri, assicura Marantelli sulla vicenda del contratto Aermacchi congelato da ottobre
VARESE - Arriva in Parlamento il caso, del contratto "scomparso" per la vendita agli Emirati Arabi di 48 velivoli Aermacchi M346. Un affare economico trasformatosi in una sorta di intrigo politico e diplomatico, portato alla luce su iniziativa del deputato del Pd Daniele Marantelli. Alla Camera, ieri, il governo ha affidato a Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri, la risposta a una interpellanza urgente del parlamentare varesino sulla vicenda. La prospettiva si conferma incerta, affidata com'è a un «negoziato complesso» condotto da Finmeccanica e che al momento resta interrotto.
E che si spera possa essere riannodato attraverso alcune mosse: l'accordo di cooperazione nella difesa tra Italia, e Emirati, in vigore da marzo, il prossimo incontro tra il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il suo collega degli Emirati, invitato in Italia, e la missione economica italiana in Arabia, Abu Dhabie Dubai programmata in novembre. Non molto, in realtà. L'imbarazzo dell'intervento della figlia di Bettino Craxi può essere colto anche in un lapsus iniziale della sua risposta: «Conosco l'Aermacchi da molti anni. L'ingegnere Spairani era uno dei migliori amici di mio padre». Fredmano Spairani, però, è stato anni fa dirigente della Siai Marchetti, mai dell'Aermacchi. Una svista, indizio di una difficoltà ammessa nel ricordare come Frattini sia già stato l'anno scorso due volte negli Emirati, «e in entrambe le occasioni ha avuto modo - ha ricordato, la sottosegretaria della Farnesina - di sensibilizzare la controparte». Che però, finora, è rimasta insensibile a pressioni e lusinghe. Le ragioni dell'impasse non sono state dichiarate dalla Craxi, ma si conoscono già: nel febbraio 2009, l'Aermacchi vinse la gara per l'addestratore delle forze aeree militari dei ricchi emiri, piazzando il nuovo gioiello dell'azienda di Venegono, l'M346 battezzato
"Master" proprio per le sue qualità di aereo-scuola per Top Gun. Una flotta completa, valore un milione e 300mila euro. Nel "pacchetto" presentato inizialmente nella fornitura insieme al velivolo, comparivano tuttavia alcuni elementi di know how risultati coperti da segreto industriale e militare, in quanto elaborati in collaborazione con altri Paesi della Nato. Pare che nella discussione su questo nodo al numero uno di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, presidente e amministratore delegato, sia sfuggita anche qualche parola sgradita agli interlocutori. Che hanno calato il silenzio e chiuso la porta ad altri incontri, almeno a livello ufficiale. Lo stallo si prolunga ormai da ottobre, suscitando il legittimo timore che l'affare sia sfumato del tutto. Un allarme rigettato dalla Craxi, secondo la quale «la trattativa potrà proseguire in un clima di rafforzata fiducia reciproca». La solidità dell'azienda non è messa a rischio dalla vicenda: per l'M346 sono in corso trattative, ricordate dalla rappresentante del governo, con «Australia, Brasile, Cile, Grecia, Singapore, Tunisia e Stati Uniti» (anche con Israele, possiamo aggiungere). L'Aeronautica italiana, poi, ne ha già acquistato un primo lotto di sei. La Craxi ha anche ricordato il programma europeo per un nuovo "sistema di addestramento per piloti militari a partire dal 2015: «Abbiamo sempre sostenuto chiaramente che l'M346 è l'unica soluzione perseguibile e che costituisce la condizione essenziale per la nostra piena partecipazione. L'obiettivo è che il nostro velivolo sia adottato dagli altri Paesi. In particolare, è in atto una sensibilizzazione verso la Francia».
La risposta non ha però soddisfatto Marantelli. «Non ci ha detto, perché si sono interrotte le trattative», ha lamentato innanzitutto il deputato del Pd, rimproverando la Craxi di essersi presentata «non del tutto preparata». Ma era difficile immaginare il governo mettere in imbarazzo con una dichiarazione in Parlamento i vertici di uno dei gruppi più importanti dell'industria pubblica e insieme un Paese con il quale si sta cercando di rìallacciare il filo interrotto di un negoziato così importante. Il rimbrotto era però diretto piuttosto a Silvio Berlusconi: «Ho ricordato la sua promessa, fatta proprio all'Aermacchi, di fare il commesso viaggiatore per l'M346. Ora, viaggi il presidente del Consiglio ne ha pure fatti tanti, ma contratti ne ha portati a casa zero». Alla fine, tuttavia, forse ce ne sarà almeno uno: proprio quello oggi congelato con gli emiri. Se il dialogo riprenderà quota, la conclusione potrebbe arrivare all'inizio dell'anno prossimo, probabilmente in occasione dell'appuntamento di febbraio alla rassegna di industria militare Idex a Abu Dhabi.