E I VIP INCENDIANO GLI SPALTI
Marantelli incorona Buzzegoli.
Il vicesindaco De Wolf: "Giornata da incorniciare"
D'Aula: "Non facciamo morire questo fuoco"
Cattaneo: "Premiato il coraggio"
Il sindaco di Cremona: "Il rigore non c'era, ma avete meritato più di noi"
VARESE - Assieme, legati nel centro di gravità della tribuna del Franco Ossola: dopo un tempo secolare, la Varese dei bottoni s'è finalmente ritrovata. Per una volta, non c'era solo chi c'è sempre stato: è pure lei una vittoria.
Apertura all'onorevole Daniele Marantelli, visivamente provato: «Devo darmi pizzicotti, voglio vivere fino all'ultimo questo sogno, a livello emozionale mi sento tornato indietro di quaranta anni. Varese molto meglio della Cremonese, arricchito da giocatori come Buzzegoli: non è possibile che nessuno in serie A si sia ancora accorto di lui!». Futuro: «Con gli sponsor e i diritti tv si potrà fare una serie B su buoni livelli. Mi inchino a una società seria che ha unito la città». Avviso: «L'amministrazione comunale dovrà fare il suo».
Attilio Fontana, il sindaco, sta gioendo due file più su: a meno d'essere Robocop non può avere sentito il gancio di Marantelli. Nonostante questo, detta pensieri di riposta: «Per la B sarà necessario spendere dei soldi nello stadio? Lo faremo, come già fatto per consentire di giocare questi playoff». Sorriso: «Poi il Franco Ossola porta bene, perché liberarsene? Il calcio appartiene a Masnago, se si rifacesse tutto per tre anni qui non ci sarebbe niente». Scripta manent, impegno preso.
Da sindaco a sindaco, il nostro Fontana e il cremonese Oreste Perri hanno vissuto la partita vis à vis, dall'ospite, parole eleganti e sincere, gli occhi non mentono: «Complimenti al Varese, ha lottato come squadra anche quando sembrava impossibile farcela». Sospiro: «Probabilmente ha meritato più di noi ... ». Il probabilmente suona diplomazia interna. Varie: «Sul rigore il portiere era forse intervenuto sul pallone, ma non conta: la mole di gioco del Varese è stata superiore».
Giorgio De Wolf, vicesindaco a palazzo Estense, strizza l'occhio alla gente: «Grande giornata per la città. Anche all'ippodromo c'erano migliaia di persone (in realtà, molte meno: ndr): in serie B spero sarà sempre così».
Ancora in via Sacco con l'assessore alla polizia locale Fabio D'Aula: «La mia generazione non ha mai visto il Varese in B, conserviamo il ricordo odierno per sempre e non facciamo morire questo fuoco».
Maurizio Grigo, procuratore capo della Repubblica, celebre per le inchieste milanesi su Tangentopoli, firma un intimo patto di sangue: «Emozionante e bellissimo. Ora potete annoverarmi tra le vecchie glorie del Varese!».
Stessa mattonella, ecco Raffaele Cattaneo varesino e assessore regionale: «Meritata per i risultati della stagione, non solo per oggi. Il presidente Rosati, i Sogliano e la città hanno avuto coraggio: sono stati premiati».
Fuori dal bar di Dante e Enza, spiritato al quadrato il primo emozionata al cubo la seconda, si aggira un'ex anima in pena, Tiziano Masini: «Per dire cosa provo adesso dovrei ripercorre la tensione di tutta la settimana, rileggendo ogni particolare bello e brutto». Il punto esce dal cuore: «Avevo 25 anni quando andammo in C, ora a 50 mi sento come si mi fossi risvegliato dal letargo. Sempre se non è un sogno».
Il caos che ci circonda suggerisce non lo sia.