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GLI SCEICCHI E IL MISTERO DELL'M-346
20/06/2010 La Provincia Francesca Manfredi
 

 

 

 

GLI SCEICCHI E IL MISTERO DELL'M-346
"ANDATI IN FUMO 2 MILIARDI DI EURO"


Marantelli ha chiesto di far luce sulla trattativa per il gioiellino dell'Aermacchi
Occorre fare chiarezza su tutta la vicenda: chi ha sbagliato deve pagare

«Chi ha sbagliato paghi e si riprendano immediatamente le trattative». Si torna a parlare dell'M-346, gioiello di casa Aermacchi oggetto di svariate contrattazioni ma di nessun acquisto, e lo fa il deputato varesino Daniele Marantelli (Pd) che non a caso riapre il capitolo appena prima dell'assemblea degli industriali varesini che domani tra gli ospiti avrà la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. «Anche le tempistiche hanno un loro significato - spiega l'onorevole - la Marcegagalia fa parte a tutti gli effetti della classe dirigente, dell'élite, di quelli che possono far valere il proprio peso, ed è a capo niente meno che degli industriali: si faccia sentire anche lei». Per questo ha dato ieri l'anticipazione dell'interpellanza che sarà firmata in settimana e che arriverà in parlamento entro la fine di giugno, e che chiede a che punto siano le trattative per vendere l'M-346, perché si siano arenate con gli Emirati Arabi e chi ne è stato il responsabile.
La causa che vuole portare avanti Marantelli è delle più nobili, non c'è dubbio. Non solo per il vanto di mostrare e vendere uno degli aerei più avanzati del mondo interamente fatto in casa, né soltanto per l'importanza che riveste l'azienda produttrice sul piano occupazionale insieme a quelle più piccole dell'indotto che le ruota attorno: l'M-346 è soprattutto un affare da cifre a sei zeri, e si parla di euro. Con gli Emirati Arabi in particolare «si trattava di una commessa superiore ai 2 miliardi di euro, 4.000 miliardi di lire», spiega Marantelli. «Eravamo stati selezionati battendo la concorrenza dell'inglese Hawk e dell'american-coerano T50. Poi è seguita una lotta agguerrita su costi e condizioni. Berlusconi stesso aveva annunciato che sarebbe andato lui stesso negli emirati a chiudere la vendita».
22 novembre 2009, questa la data del viaggio mai effettuato dal Cavaliere e slittato a febbraio. Ma colpo di scena, salta anche quello di febbraio. E poi? «La trattativa si è incagliata da qualche parte». Dove, a dire il vero, non lo sa con certezza nemmeno Marantelli. «Non mi interessano le dietrologie e non ho intenzione di farne», spiega, «per questo abbiamo scritto un'interpellanza». Il deputato varesino però immagina che sia parte di una «trattativa più ampia» della sola commessa per gli aerei. «Non so quale sia la ragione, ma mi chiedo se sia una coincidenza il fatto che dopo quell'episodio diverse altre trattative sempre con gli Emirati Arabi si siano bloccate». Cosa riguardino queste ulteriori contrattazioni, non ci è dato di sapere, se non che si tratterebbe di «altri prodotti legati alla cantieristica». «Ho dei sospetti, ma con i sospetti non si fa politica e posso solo immaginare gli interessi che girano intorno a queste cose, in particolare al settore in questione. Voglio sapere però chi stava a capo della trattativa, perché ci sono delle teste che devono saltare: chi ha sbagliato si prenda le sue responsabilità». E poi, soprattutto, si riprendano le trattative. «Se chiedere scusa agli Emirati Arabi non basterà ci sono buone prospettive in Qatar e a Singapore. Abbiamo il presidente del Consiglio che è il più grande venditore italiano, un genio in questo ambito, si dia da fare».

 

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