Rapporti sempre più tesi tra Italia e Svizzera Stampa
Scritto da Simone Della Ripa - La Prealpina   
Venerdì 08 Luglio 2011 12:05

RAPPORTI SEMPRE PIU' TESI TRA ITALIA E SVIZZERA

Gli attacchi all'Italia non si fermeranno ai ristorni: parola di Giuliano Bignasca. Il giornale di partito, ieri, ha rincarato la dose con una parola per tutti, anche per l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, insultato direttamente da Bignasca, annunciando pure che oggi ci sarà un incontro Gobbi - Maroni. «Questo è solo l'inizio - hanno scritto - con i 20mila disoccupati ticinesi blocchiamo anche le frontiere, e che i sindaci non starnazzino troppo». Si legge poi di contingentamenti nel mercato del lavoro con la richiesta al Governo ticinese di conoscere e "schedare" tutti i docenti, i ricercatori, gli assistenti che lavorano alla Scuola Superiore Universitaria (Suspsi) di Lugano, con tanto di nomi cognomi indirizzi e stipendi. Questa deriva è stata ben descritta dall'intervento di Pietro Roncoroni nell'incontro di sabato mattina a Ghirla. Giornali alla mano, il sindaco, che è pure presidente dell' Associazione comuni di confine, ha chiaramente dimostrato che tutto ciò è nato con il secco no del Ticino ai bilaterali, Dopo aver letto delle nuove minacce, torna sull'argomento anche il deputato del Pd Daniele Marantelli. «L'Italia deve  parlare con una voce sola - ha detto - per la complessità dei problemi sul tavolo, che non sono solo i ristorni ma anche il ricongiungimento delle pensioni, il segreto bancario e la black list, che ne è una componente e la tutela dei nostri lavoratori».
Marantelli ribadisce che la Lombardia esprime ben nove ministri, questi devono attivarsi e garantire la copertura dei fondi che non arrivano dalla Svizzera. «La via maestra è il dialogo responsabile e soprattutto, come fatto da noi del Pd, bisogna parlare con la stessa voce a Montecitorio, al Maglio di Ghirla e al Pirellone, e bisogna comprendere chi abbiamo di fronte: alla possibilità di ritorsioni da parte della Regione Lombardia hanno risposto con feroci insulti. Non credo serva minacciare ritorsioni e penso pure che un problema così grande e complesso non vada affrontato, da questa parte del confine, come se si trattasse di un derby tra Lega Nord e Pdl». Il deputato varesino non si pone il limite del colore della casacca in una partita così grande, ma insiste sul fare squadra.
«Non ho problemi a trovare intese con chi cerca una soluzione, come ho fatto con Reguzzoni giovedì scorso e come fatto in altre occasioni con il sottosegretario Casero del Pdl. Detto questo - ha sottolineato Marantelli - invito tutti a fare squadra senza riattizzare battaglie politiche dal sapore provinciale su tali temi. Se Maroni oggi incontrerà, il leghista Gobbi e da quell'incontro uscisse fuori la sconfessione della scelta di Bignasca, sarei davvero contento. La palla - ha concluso - passa ora al Governo, il Parlamento ha già fatto il suo dovere. Se non sapranno arrivare ad una soluzione utile ed in tempi brevi, che issino pure bandiera bianca».

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Luglio 2011 12:18