Il Paese ha bisogno di un esecutivo finalmente affidabile Stampa
Scritto da Vincenzo Coronetti - La Prealpina   
Mercoledì 21 Settembre 2011 15:27


MARANTELLI: MAGGIORANZA E GOVERNO ALLO SBANDO, SERVE SUBITO L'ALTERNATIVA

Conosco imprenditori che stanno perdendo tutte le commesse

«Proprio adesso il Governo è andato sotto su un emendamento senza importanza: è la conferma che la maggioranza di centrodestra è inconsistente». Daniele Marantelli, deputato varesino del Pd, ci fa la telecronaca in diretta telefonica da Montecitorio. 

 

Marantelli, sembra quasi sia contento di questo nuovo insuccesso dell'esecutivo. Ci sbagliamo?
«Al contrario, sono preoccupatissimo dell'attuale situazione. C'è davvero poco per essere contenti».


Ieri sulla Prealpina, il ministro Roberto Maroni ha ribadito che Berlusconì deve andare avanti.
«Dissento in modo netto dalla posizione del mio amico Bobo. Sono persino sorpreso dalle motivazioni a cui LegaNord e Pdl fanno riferimento per sostenere un esecutivo che oramai non ha più ragione di essere. L'immagine edulcorata che danno del nostro Paese non regge a confronto della pesantissima crisi finanziaria, della mancanza di posti di lavoro, di quanto accade e crea un distacco allarmante tra la realtà e una certa politica».


Soluzioni?
«Serve un'alternativa. Il Pd ha pronto un progetto chiaro e preciso, ma per attuarlo bisogna che Berlusconi si faccia finalmente da parte».
 

Berlusconi e Bossi hanno vinto le elezioni
.
«E'una scusa che non basta più. Per tre anni si è colpevolmente negata, quanto meno sottovalutata, la crisi che ha colpito l'Italia. Le rammento un dato: la disoccupazione giovanile è al 30 per cento. Cos'altro bisogna dire di più»?


Marantelli, continui.
«E. allora, proprio nella nottata un'altra agenzia di rating, Standard and Poor's, ha declassato l'Italia. Mi pare un ulteriore elemento di preoccupazione a fronte di un sistema economico oramai al collasso».


Quanto pessimismo.
«No, quanto realismo. Restiamo al Varesotto. Personalmente ho robuste relazioni col sistema economico e produttivo del nostro territorio. Una provincia, quella di Varese, che sono orgoglioso di rappresentare anche per tutte le sue straordinarie eccellenze. Li vada a sentire gli imprenditori. E ascolti i lavoratori. Gli ammortizzatori sociali stanno andando a scadenza, senza che vi siano prospettive di lavoro vere. Vogliamo parlare dei Comuni? Non credo abbiano preso un colpo di sole quei sindaci che hanno protestato perché non sono più in grado di garantire i servizi. Non penso affatto che Formigoni straparli quando dice che dovrà tagliare i trasporti pubblici. Eppure, l'hanno visto tutti, c'è chi mette il bavaglio ai proprio primi cittadini per impedire che raccontini come stanno le cose».


Il Governo in qualche modo si è dato da fare. Questo deve riconoscerlo anche lei.
«Non 'è dubbio: Berlusconi e i ministri non si sono risparmiati, ma sulle questioni della giustizia che interessavano qualcuno. Lodo Alfano, legittimo impedimento, salvataggio di Cosentino, ah, si sono proprio dati da fare. Per il resto non hanno avuto il coraggio di fare un discorso di verità. Oggi ne paghiamo le conseguenze».


Dopo di che?
«Ribadisco: dopo di che ci vuole un'alternativa. D'accordo, la crisi non dipende soltanto dal Governo, ma sino all'ultimo momento Berlusconi ha parlato d'altro, distogliendo l'attenzione dai problemi veli del Paese. Non è più tollerabile che la maggioranza si metta a fare catenaccio attorno a una coalizione screditata a livello internazionale, che non sa e non vuole assumersi le proprio responsabilità. E mentre questi traccheggiano ci sono imprenditori - parlo di imprenditori varesini - che rischiano di perdere commesse internazionali a causa della pessima immagine che offriamo all'estero».


Per dirla in una sola parola: un disastro.
«Ah, non c'è dubbio. D'altra parte, come direbbe Bettino Craxi, ci sono i dati che cantano. Altro che Paese super industrializzato: nelle classifiche stiamo precipitando agli ultimi posti. Dobbiamo renderci conto che il 60 per cento del nostro export era diretto all'Europa. Un film che non vedremo più, che è cambiato nella sostanza. O siamo capaci di aggredire il mercato con nuovi prodotti, o la sfida la perderemo senza possibilità d'appello. Questo è lo scenario. Intanto ... »


Intanto?
«La manovra, frutto di una girandola di proposte assurde, che si smentivano l'una con l'altra, va a colpire i soliti noti, cioè gli italiani a reddito fisso, salvando clamorosamente i più ricchi. E' mai possibile che il 50 per cento della ricchezza complessiva sia nelle mani del 10 per cento della popolazione? Persone brave e fortunate, ma vogliamo chiedere a queste di dare una mano alle altre che non sono così brave e fortunate? Ci vogliamo almeno provare»?


Voi della sinistra, invece?
«Guardi, l'attuale governo sarà ricordato come il governo a maggiore trazione lombarda. Ebbene, gli unici investimenti per il Varesotto sono arrivati dallo sgangherato governo Prodi: Pedemontana e Arcisate-Stabio. Questi di adesso hanno stanziato quattro soldi per le rotonde e per i cartelli stradali in dialetto. C'è bisogno di cambiare radicalmente, e subito, gli orizzonti politici».


Anche i suoi, Marantelli, alla fine paiono slogan
.
«No, non siamo quelli che dicono tanto peggio tanto meglio. Non giochiamo affatto allo sfascio. Stante però la gravità della situazione, Lega e Pdl battano un colpo e avviino un governo di transizione che ci porti rapidamente al voto. Non ci sono altre possibilità. Toh, proprio mentre le parlo la maggioranza è di nuovo finita sotto, qui alla Camera. E' la prova più lampante che è clamorosamente allo sbando».

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Settembre 2011 16:02