Intervista a Daniele Marantelli da l'Unità Stampa
Scritto da A.C. - L'Unità   
Lunedì 03 Ottobre 2011 15:58

LEGA IN UN VICOLO CIECO
ORMAI LA GUIDA IL CAVALIERE

Il deputato Pd di Varese ritiene che anche Bossi voglia arrivare al 2013.
"Maroni? Non romperà mai con il Senatur
"


La Lega ha scelto di salvare a tutti i costi Berlusconi. Credo che la pagheranno a caro prezzo, ma dipende anche da noi: dobbiamo parlare agli elettori del Nord, come già stiamo facendo, e incalzare il Carroccio e le sue contraddizioni». Daniele Marantelli, deputato Pd di Varese, non ha dubbi: «La Lega aveva già salvato Cosentino e votato tutte le leggi ad personam. Ma la crisi economica ha cambiato tutto. Ora le armi di distrazione di massa come le ronde non funzionano più e il salvataggio degli inquisiti come Milanese e Romano viene bocciato da un elettorato affezionato alle battaglie per la legalità.
Dopo 10 anni di rospi da ingoiare, gli elettori leghisti si sono accorti che questi "sacrifici" non hanno trovato alcun contraltare: le tasse aumentano, il federalismo è in default, i Comuni non sanno più come tenere aperti gli asili, Malpensa è una Caporetto. E questo è il governo con dentro più lombardi della storia ... ».
 
Maroni è il ministro che vanta un incrollabile impegno antimafia. Eppure ha salvato il ministro Romano...
«Una scelta davvero incomprensibile, ancor più grave perchè condivisa da un ministro che ha avuto dei successi reali nella lotta alle mafie».

Il tentativo di rinnovamento di Maroni è fallito?
«Non credo che si metterà mai in rotta di collisione con Bossi. La Lega è in un vicolo cieco. Prevalgono elementi di conservazione, innanzitutto nelle ricette per affrontare un mondo che negli ultimi anni è completamente cambiato. E anche le bandiere propagandistiche, come i ministeri al Nord e la secessione, passano come acqua sul vetro, slogan ormai logori e senza fondamento».

Resteranno inchiodati a Berlusconi?
«Se dico che il Cavaliere ormai è il vero leader della Lega non lo faccio per propaganda. Non c'è nessuno in quel partito, compreso Bossi, che non si renda conto che il premier appartiene ormai al passato, eppure restano prigionieri: un riflesso conservatore e privo di spiegazioni politiche convincenti».

Si è parlato di denaro dal Cavaliere al Carroccio...
«Non inseguo retroscena, sto alla politica. La Lega, al di là del folklore, ha strutturato un formidabile sistema di potere, nelle tre regioni del Nord ma anche a Roma: penso ai cda di Eni e Finmeccanica, alla Rai. Il carattere popolare si è molto appannato».

Staccheranno la spina a gennaio?
«Non si può escludere, ma ad oggi la prospettiva di Bossi mi pare quella quella di arrivare al 2013. Ma se qualcuno vorrà tentare la strada dell'autonomia dal Pdl, le occasioni non mancano: a partire dal voto sulle intercettazioni».

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Ottobre 2011 16:03